Respiro affannoso

Un classico segno di un attacco d’asma è il respiro affannoso, ossia l'aumento del ritmo respiratorio (tachipnea) e l’aumento della frequenza cardiaca (tachicardia). Il respiro affannoso è una normale reazione dell'organismo al veder scendere la disponibilità di ossigeno. In realtà, la frequenza respiratoria è determinata in particolar modo dalla quantità di anidride carbonica nel sangue, che è direttamente correlata all’attività metabolica: più anidride carbonica si accumula, maggiore è l’attività cellulare, e maggiore è quindi il fabbisogno di ossigeno. Particolari strutture presenti nell’organismo (recettori nervosi) impongono quindi un'intensificazione del ritmo e della profondità del respiro.

Il paziente con una classica crisi asmatica preferisce sedere dritto o con il busto leggermente in avanti: ciò gli permette di usare attivamente i muscoli respiratori del torace per portare una maggiore quantità di aria nei polmoni. Il torace può apparire, tuttavia, maggiormente espanso del normale, per effetto dell'intrappolamento di aria all’interno dei polmoni, e il respiro affannoso e superficiale può essere accompagnato da caratteristici rumori respiratori (rantoli, ronchi e sibili). Ciò molto spesso porta a uno stato di affaticamento, sofferenza e accentuata agitazione.

Negli accessi più gravi, il paziente può avere difficoltà anche solo a pronunciare qualche parola, senza doversi fermare per prendere fiato. In caso di ulteriore peggioramento possono comparire cianosi, stato confusionale e torpore. Se possibile, è bene non “tollerare” la presenza di tali sintomi oltre una certa misura, vista la loro naturale tendenza a peggiorare, ed è opportuno recarsi subito da un medico o al pronto soccorso più vicino.

Ultimo aggiornamento: settembre 2015

Professionisti salute